Un’altra risposta esemplare alla Signora Silvia Layla Olivetti.

Questo il commento della Signora Olivetti, apparso pubblicamente sulla pagina facebook del Movimento per la tutela dei diritti dei Musulmani:

Invece, il fatto che in alcuni paesi questa pratica sia diffusa è vero. Purtroppo. POi, però, va anche detto che bisogna definire universalmente il concetto di “sposa bambina”. Qui in occidente ci scandalizziamo per matrimoni con ragazze di 13 anni ma non abbiamo nulla da ridire sul fatto che l’età media per il primo rapporto sessuale in occidente sia 11 anni (fonte Istat). INsomma, siamo la patria dell’ipocrisia e dell’incoerenza: l’unione tra due persone legittimata dal matrimonio è intollerabile quando coinvolge adolescenti, mentre il libertinaggio sessuale a 11 anni è considerato positivamente, un segno del progresso sociale. Fate sinceramente pietà.
Quanto al nostro Profeta, che ha sposato Aisha giovanissima, ricordo qualora ce ne fosse bisogno che Maria madre di Gesù ha partorito a 12 anni. A quell’epoca era cosa normalissima sposarsi ancora “bambini” e avere figli precocemente. E’ pertanto volutamente fuorviante e ipocrita gridare alla pedofilia del nostro Profeta il quale non ha fatto altro che ciò che era consuetudine al suo tempo. Devo forse ricordarvi le varie età delle mogli dei profeti cristiani e della tradizione cattolica? Non conviene, giusto? Il pedofilo è colui che ha rapporti sessuali con soggetti impuberi, quindi non ancora sessualmente maturi e soprattutto NON consenzienti. Il nostro Profeta, come del resto tutti gli altri, ha sposato Aisha, non ne ha abusato contro la sua volontà e, cosa non meno importante, Aisha non era impubere. E ribadisco la normalità della pratica all’epoca in questione. Prima di usare termini a sproposito, sfogliate la grammatica italiana o almeno wikipedia

cui segue la risposta riprodotta qui sotto data da un utente del medesimo social network:

Signora Olivetti, avrei preferito ignorarLa, perché alcune delle Sue idee inqualificabili il piú delle volte si commentano da sole. Penso però di non poter tacere su queste Sue ultime farneticazioni pubbliche da apprendista politicante, perché sono un oltraggio alla libertà di opinione.

La reazione di scandalo ai matrimoni con giovanissime non riguarda soltanto l’Occidente. Vi sono anche mussulmani di una certa cultura e sensibilità che ritengono che l’orrore delle spose bambine sia inaccettabile nel XXI secolo. Questo innanzitutto perché è mutata l’idea che si ha di bambino, considerato ormai una persona con determinati diritti e non una proprietà o forza lavoro come per lo piú accadeva in passato e accade tuttora nel mondo islamico. Le faccio notare che i diritti del bambino sono passivi, nel senso che che nessun bambino è in grado di esercitarli in prima persona, e che ci si aspetta che sia in primis la famiglia e poi la società intera a tutelarlo. A questo punto le Sue affermazioni sarebbero già tutte smontate, perché si suppone che chi si sposa sia in grado di prendere una decisione autonoma carica di conseguenze e responsabilità e di esercitare un diritto attivamente. Un bambino, invece, non è in grado di fare alcuna delle due cose. Né l’islam, né la cultura islamica hanno mai dato forma ad un concetto di bambino equiparabile con quello occidentale e, soprattutto, il matrimonio in ambiente islamico dev’essere un’istituzione completamente diversa dalla nostra se può essere contratto a prescindere dalla decisione autonoma e dalla consapevolezza di chi si sposa. Per cui mi sembra inutile fare paragoni fuori luogo fra ciò che accade in Occidente e ciò che accade nel mondo islamico. Non mi dica che il consenso della sposa deve essere dato prima del matrimonio: il padre o il suo custode possono dare legalmente il consenso in sua vece se la sposa non è in grado di darlo.

Le ricordo, poi, che anche per altre ragioni il matrimonio islamico non è affatto un matrimonio come lo intendiamo in Occidente. Visto che parliamo di religione, quello islamico non è certo un sacramento, ma un contratto. Anzi, per la precisione può assumere le forme di piú tipi di contratto con varie clausole che possono anche essere vessatorie nei confronti di uno dei contraenti. Di fatto, il contratto matrimoniale islamico ha il solo ed unico scopo dichiarato di legalizzare i rapporti sessuali fra i partner. Questo è riportato anche negli hadith, dalla bocca del Suo stesso profeta. Mi sembra strano che queste cose Lei non le conosca.

Io non ritengo che Lei sia cosí sprovveduta da scambiare la pedofilia legalizzata attraverso il matrimonio con la sessualità esplorativa degli adolescenti. Mi sorge tuttavia il dubbio che Lei possa credere di riuscire a far prendere fischi per fiaschi a chi distingue perfettamente le due cose. Che poi Lei accusi gli Occidentali di ipocrisia per quel che pensano, ma non di violazione dei diritti umani del minore quei mussulmani che mettono in pratica certe cose detestabili con l’alibi della religione, è decisamente disgustoso. C’è da chiedersi fino a che punto Lei sia disposta a tagliarsi la lingua, ad impedirsi di pensare e ad ignorare la realtà per aderire quanto piú strettamente possibile ai dogmi della sua nuova fede. Capisco che il suo scopo è accattivarsi le simpatie di persone che provengono da culture talmente arretrate che non sono neppure in grado di afferrare il concetto di diritto e libertà. Penso che a tutto ci sia un limite e che Lei questo limite l’abbia perduto di vista o finga di non vederlo.

La ragione per cui il matrimonio fra adolescenti è NON inaccettabile, ma un’idea balzana, sta nel fatto che il matrimonio non è considerato una cosa di poco conto, visto che chi lo contrae si fa carico di oneri di non poca importanza nei confronti del partner, sia che si sposi in chiesa che in municipio. Nella cultura occidentale non c’è l’obbligo di sposarsi, semplicemente perché non è né un obbligo sociale, né religioso e non lo è mai stato. E ormai non è neppure necessario ottenere l’approvazione del clero o di un’istituzione religiosa per vivere liberamente la propria sessualità al di fuori del vincolo matrimoniale. Chi invece ritiene di doversi conformare a determinate credenze religiose è libero di farlo ed anche di restare vergine a vita se cosí gli pare e piace. Se tuttavia Lei ritiene che una bimba di 9, 10, 11 anni o anche una ragazzina di 14 o 15 anni sia in grado di comprendere che cosa significa farsi carico di responsabilità nei confronti di un altro essere umano, forse qualcuno Le dovrebbe spiegare che prendersi cura di una moglie, di un marito o di un figlio non è esattamente come portare a spasso il cane due volte al giorno o riempire di croccantini la scodella del gatto. Se invece per Lei il matrimonio è solo quello islamico che non comporta obblighi di legge ed è, in quanto semplice contratto fra le parti, rescindibile a piacimento, allora mi pare di capire che Lei vuol dare una parvenza di accetabilità sociale alla promiscuità sessuale. Del resto è quel che si tenta di fare anche in Iran introducendo il matrimonio a tempo per salvare la facciata di una società islamica che non è piú tale. Questo sí che mi pare sommamente ipocrita.

Non voglio ripetere quello che Le è già stato spiegato da altri a proposito della Madonna, però mi fa specie che Lei si dichiari una convertita e non sappia che la madre di Gesú è stata ingravidata per opera dello Spirito Santo. Qualcosa di simile sta scritto anche nel Corano. Forse Lei è una convertita da qualche chiesa protestante o è un’ex testimone di Geova, perché per la Chiesa cattolica la Madonna non ha avuto altri figli oltre a Gesú ed è considerata vergine prima, durante e dopo il parto per dogma. A me non pare che di Aisha si dica la stessa cosa, quindi possiamo immaginare i motivi per cui il Suo profeta l’ha sposata, oltre al fatto che non mi pare proprio il caso di mettere sullo stesso piano queste due donne.

La ragione per cui qualcuno sostiene che il Suo profeta era un pedofilo è molto semplice: se costui era davvero un uomo in contatto con Allah, quest’ultimo avrebbe dovuto spiegargli che è stomachevole che un nonno si corichi nel letto di quella che potrebbe essere la nipotina per fare sesso. Non mi sovviene al momento alcun esempio di epoca o cultura in cui un comportamento simile sia o sia stato considerato esemplare.

Ritengo piuttosto disdicevole per un uomo adulto sostenere pubblicamente che la sua unione con una bimba è una concessione speciale di Allah ottenuta tramite rivelazione. A che scopo Allah avrebbe dovuto permettere una mostruisità simile, se non per assecondare i desideri discutibili di Muhammad? Non mi verrà a dire che il Suo profeta si è dovuto prendere in moglie una bambina contro la sua volontà per imposizione divina? Non Le pare quindi che il Suo profeta sia stato blasfemo nell’attribuire alla divinità l’origine del suo stesso peccato? Allah non aveva previsto che i mussulmani si sarebbero inventati la Sunna e avrebbero dichiarato dogmaticamente degno di imitazione qualsiasi atto di Muhammad? Certo che l’immagine della divinità che l’islam dà è quella di un essere alquanto imprevidente! Persino gli dèi del Pantheon greco non erano cosí maldestri e grossolani.

La verità è che i mussulmani non ritengono che Muhammad fosse uno stinco di santo: sanno bene chi era e lo hanno sempre saputo anche tutti i teologi ed esegeti mussulmani che hanno escogitato un dogma per il quale Allah priva della peccaminosità le azioni di Muhammad. Il vero problema di comprensione che esiste fra mentalità occidentale ed islamica si riduce al fatto che nell’islam il male ed il bene sono tali in base al comandamento divino, mentre in Occidente non è mai stato cosí. In piú, non ha alcun senso sostenere che Muhammad si è semplicemente adeguato ai costumi della sua epoca: chi lo dice che fosse invalso l’uso di sposare bambine? Gli storiografi mussulmani per coprire le malefatte di Muhammad dal punto di vista storico, mentre i teologi si impegnavano a giustificarlo teologicamente? E perché, se Muhammad riceveva rivelazioni da Allah, avrebbe dovuto fare quello che di sbagliato facevano gli altri intorno a lui? Si rende conto che Lei ha praticamente giustificato un’azione turpe commessa dal Suo profeta sostenendo che Allah ha dichiarato lecita per l’eternità l’usanza di un popolo selvaggio del VII secolo?

(Sono state apportate al testo alcune modifiche ortografiche e di formattazione.)

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