Perché l’islam non può essere interpretato male.

L’islam delle origini non conosce una dimensione spirituale. Muhammad, infatti, riceve la rivelazione islamica da eremita in una caverna per apprendere in seguito che Allah vieta sacerdozio e monachesimo e fa della guerra agli infedeli e del proselitismo un dovere assoluto. Una religione che non ha mai potuto né contemplare, né riflettere sul proprio dio, perché costui è assolutamente trascendente e totalmente altro dall’uomo (al punto che Allah non si degna mai di parlare direttamente al sigillo dei profeti, come viene definito Muhammad nell’islam), non ha potuto che sfociare nel legalismo e nel fanatismo. Le conseguenze di questa paralisi congenita del pensiero nell’islam si possono constatare tuttoggi: nel terrorismo, lí dove l’islam stenta a prendere il sopravvento, e nell’introduzione della shar’ia ai danni della laicità, lí dove l’islam è maggioritario. Continua a leggere