Ipocrisia su Gaza.

Traduzione in italiano del video di Pat Condell sul conflitto a Gaza e sull’ipocrisia dei media occidentali in proposito.


L’ipocrisia è sempre stata molto progressista, ma di questi tempi le sparate progressiste sono cosí frequenti che è quasi necessario indossare un giubbotto antiproiettile.

È facile criticare da una certa distanza, ma nessuno di coloro che protestano contro Israele si comporterebbe in maniera diversa nelle stesse circostanze e molti di loro si comporterebbe stramaledettamente peggio. Questo è il motivo per cui la costernazione selettiva a cui assistiamo è tanto nauseabonda.

Dov’eravate voi progressisti umanitari quando Assad scannava migliaia di persone in Siria e Bashir altrettante in Sudan? Dov’erano le rabbiose manifestazioni di massa per quella gente o per le vittime dei massacri in Nigeria? O per le migliaia di persone assassinate in Iraq di recente, allineate a centinaia a faccia in giú nelle fosse e giustiziate a sangue freddo? Dov’eravate quella volta? Un paio di hashtag su Twitter e poi… Silenzio tombale.

Però ecco che gli ebrei di Israele alla fine rispondono ai costanti attacchi dei terroristi islamici e il mondo intero dà di matto. Le strade si riempiono e si comincia a parlare dei crimini di guerra [di Israele], quando tutti sappiamo che Hamas commette crimini di guerra ogni santo giorno e tutti se ne fregano. I giornalisti progressisiti concentrano la loro attenzione esclusivamente sulla tragedia dei bambini uccisi, perché Hamas li utilizza come scudi umani (incolpando Israele, naturalmente). Eppure, se a questi impavidi cercatori di verità importasse davvero qualcosa dei bambini di Gaza, ci direbbero anche che i tunnel del terrore di Hamas sono stati costruiti sfruttando il lavoro dei bambini e che centinaia di loro sono morti in tali opere.

I progressisti vengono a dirci che la Palestina dev’essere libera, quando sanno perfettamente che i delinquenti di Hamas non stanno combattendo per la libertà: stanno combattendo contro di essa. Chiunque a Gaza osi protestare contro la devastazione che la popolazione è costretta a subire a causa di Hamas viene giustiziato, com’è già successo a piú di 30 persone dall’inizio del conflitto. Ecco quanto sono liberi a Gaza!

L’unico luogo del Medioriente in cui ciascuno è libero è Israele: l’unico paese civile dell’intera regione, in cui arabi ed ebrei sono liberi di vivere la propria vita e di pregare come vogliono. Sia arabi che ebrei possono servire (e di fatto lo fanno) nell’esercito, cosí come siedono in parlamento e nella Corte Suprema: perché Israele è un paese libero con eguali diritti per tutti. Il resto del Medioriente è dominato dalla cultura arabo-islamica. Una cultura oppressiva e distruttiva, razzista e misogina, che tutto è tranne che libera. Quale che sia stata la sua gloriosa storia passata, è svanita da moltissimo tempo ed è diventata un fardello di autocommiserazione che pesa sulle spalle dell’umanità e una colossale seccatura per il mondo civilizzato.

Gli Ebrei sono una piccolissima percentuale della popolazione mediorientale e vivono su una piccola striscia di terra di cui sarebbero stati contenti e soddisfatti se non fossero stati attaccati ripetutamente da diversi eserciti arabi al contempo e dichiaratamente votati al genocidio. E intendo dire un vero genocidio, non il genocidio fantasioso, o la fantasiosa apartheid, di cui voialtri ipocriti progressisti promotori del boicottaggio di Israele amate riempirvi la bocca.

Quando furono attaccati, gli Ebrei sorpresero il mondo prendendo a calci gli Arabi come questi ultimi meritavano. Molti arabi si ritrovarono sfollati, ma non da un paese chiamato Palestina. Il paese in questione non apparteneva a nessuno, per cui esso non è occupato: è conteso. Inoltre, la maggior parte degli arabi che lasciarono la Cisgiordania non fu affatto cacciata dalle proprie case: se ne andarono per proprio conto quando fu loro promesso dagli eserciti arabi invasori che sarebbero potuti tornare sani e salvi una volta che i loro vicini ebrei fossero stati uccisi. Ovviamente, le cose andarono un po’ diversamente e oggi i loro discendenti vivono ancora nei campi profughi di certi paesi arabi in una situazione di vera e propria politica di apartheid applicata a loro spese, in virtú della quale non è permesso loro di integrarsi, di lavorare e di godere dell’assistenza medica. Perché gli Arabi, che potrebbero alleviare con facilità le loro sofferenze, preferiscono sfruttare costantemente questo stato di cose come arma politica. Come abbiamo visto nel caso di Gaza, con l’uso di scudi umani, [gli Arabi] si curano talmente poco della propria stessa gente da considerarla usa e getta.

D’altro canto, ciò di cui non sentiamo mai parlare sono le centinaia di migliaia di ebrei che furono espulsi con la violenza dai paesi arabi, perché furono assimilati in fretta da Israele, un paese civile. Ed è per questo che costoro non vivono piú nei campi profughi. Che dire della terra che è stata loro rubata? E che dire del loro diritto al ritorno? Ma supponiamo che Israele si dimentichi di tutto questo e dimentichi i costanti attacchi genocidi avvenuti in passato e la costante retorica sanguinaria e giudeofoba che vien fatta nel presente (per amore della pace eccetera) e acconsentisse di ritornare ai confini del 1967 (che, a proposito, sono ormai impossibili da difendere contro gli armamenti moderni). Come potrebbero gli Israeliani impedire che gli Arabi li attaccassero ancora in futuro? Avete qualche idea? [Dovrebbero] Prenderli in parola quando dicono che non lo intendono fare? Certo, questo sarebbe molto progressista: tanto da essere suicida, infatti. E lo sanno tutti. Tuttavia mi pare che questo sia esattamente ciò che molti progressisti voglio vedere. Vogliono che gli ebrei di Israele accettino di mettersi in una posizione in cui non potrebbero difendersi confidando nel fatto che gli Arabi non li attaccheranno. Chiunque pensi che questo sia uno scenario realistico è un allucinato che va messo sotto psicofarmaci.

I mussulmani arabi non hanno mai lasciato che nessuno vivesse in pace. E non cominceranno di certo lasciando vivere in pace gli Ebrei, come hanno ripetutamente detto in modo chiaro a tutti coloro che sappiano ascoltare, fra i quali sembra non ci sia nessuno dei media occidentali smaccatamente di parte che sapientemente disinformano il consenso progressista perché resti ignorante e rabbiosamente antiisraeliano. Di conseguenza, l’opinione progressista non sarà mai soddisfatta, finché Israele non si arrenderà e non lascerà che il proprio popolo sia assassinato per la pace. Spalancate le porte e date via libera ai terroristi e agli attentatori suicidi: dopo tutto, hanno diritti umani anche loro!

Be’, ho il presentimento che le cose non andranno cosí, ma qualunque cosa nasca da questo conflitto, una cosa è già chiarissima: che ogni altro futuro aiuto umanitario inviato a Gaza sarà impiegato per ricostruire i tunnel e per riarmare Hamas che poi attaccherà Israele nuovamente senza preoccuparsi minimamente del benessere della propria gente. Allora, tirate fuori il libretto degli assegni, tutti voi occidentali progressisti dal cuore straziato, perché sappiamo che è proprio questo che volete! Per potervi esibire ancora nella vostra pantomima falsa ed ipocrita e sguazzare nel vostro abominevole pseudomoralismo selettivo e di parte da una convenevole distanza di sicurezza.

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