Un messaggio per il presidente Obama da parte di un ex mussulmano.

Traduzione di una videolettera aperta al presidente Obama che potrebbe essere indirizzata a qualsiasi politico occidentale.

Egregio Signor Presidente,

Con tutto il rispetto dovutoLe, Signore, mi sento in dovere di dirle che Lei ha torto riguardo all’ISIL: Lei ha detto che l’ISIL non parla in nome di alcuna religione. Io sono un ex mussulmano, mio papà è un imam, ho passato piú di vent’anni a studiare l’islam, ho un baccelierato in studi religiosi e mi sto occupando di studi sul terrorismo. Posso dirLe, con sicurezza, che l’ISIL parla in nome dell’islam. Mi permetta di correggerLa, Signor Presidente: l’ISIL è un’organizzazione islamica: il suo nome sta per Stato Islamico. Quindi, persino il nome indica che si tratta di un movimento islamico. Il suo leader, Abu Bakr al-Baghdadi, ha un dottorato di ricerca in studi islamici: dubito che Lei conosca l’islam meglio di lui. È stato un predicatore ed un leader religioso in una delle moschee di Baghdad.

I diecimila membri dell’ISIL sono mussulmani: nessuno di loro professa un’altra religione. Vengono da diversi paesi ed hanno una sola cosa in comune: l’islam. Seguono il profeta Muhammad in ogni dettaglio [Sahih Muslim 2:69]: lo imitano lasciandosi crescere la barba, radendosi i baffi e nel modo di vestirsi. Seguono il suo ordine contenuto negli hadith di distinguersi dagli infedeli, portando l’orologio sul polso destro invece che sul sinistro. Impongono la shari’a in ogni pezzo di territorio che conquistano. Pregano cinque volte al giorno. Hanno dato vita a un califfato, che costituisce una dottrina cardine dell’islam sunnita, e sono pronti a morire per la loro religione. Seguono le orme del profeta dell’islam, Muhammad, alla lettera, A proposito, se Lei vuole comprendere l’ISIL, legga la sua [di Muhammad] biografia scritta da ibn Hisham: questo è il modello al quale si ispirano.

Lei crede che l’ISIL non parli in nome dell’islam, perché [i suoi membri] hanno decapitato un americano e quelli che in casa propria considerano infedeli. Alla stessa maniera in cui il profeta dell’islam Muhammad decapitò in un solo giorno fra i seicento ed i novecento maschi adulti di una tribú di ebrei chiamata banu Qurayẓa. Infatti. La decapitazione è un comandamento coranico contenuto nella sura 47 al verso 4, che dice: quando incontrate gli infedeli e combattete colpiteli sul collo. Ironia del caso, questa sura è intitolata Muhammad. Uccidere i prigionieri è un ordine di Allah a Muhammad e a tutti i mussulmani, che dice che non si fanno prigionieri di guerra per profitto finché non ha massacrato i nemici di Allah nel paese, [come scritto nel] Corano 8:67. A proposito, tre delle mogli di Muhammad erano ragazze ebree che egli rapí durante le sue scorrerie contro le minoranze religiose, esattamente come l’ISIL sta facendo oggi.

Signor Presidente, io sono cresciuto in Marocco, che si suppone un paese moderato, eppure ho imparato sin da quando ero giovane ad odiare i nemici di Allah, specialmente gli ebrei ed i cristiani. Oggigiorno essi sono rappresentati da Israele e dall’Occidente, specialmente dal grande Satana: l’America. Pregavo cinque volte al giorno, ripetendo la Fātiḥa, il primo capitolo del Corano, chidendo ad Allah di non condurmi sulla via di coloro che furono sviati e di quelli su cui incombe l’ira di Allah [Qr 1:7, NdT]: noi tutti sapevamo che costoro erano gli ebrei ed i cristiani. Ci è stato fatto il lavaggio del cervello perché odiassimo tutti voi: attraverso i nostri testi sacri, attraverso le nostre preghiere, attraverso i sermoni del venerdí, attraverso il nostro sistema educativo. Eravamo pronti ad unirci a qualsiasi gruppo che un giorno vi avesse combattuti e distrutti e fatto dell’islam l’unica religione del mondo, come prescrive il Corano [Qr 9:39]. Questo è ciò di cui sono stato parte io e milioni di altri come me. Signor Presidente, questo è un dato di fatto puro e semplice.

Fortunatamente, quando sono cresciuto, ho scelto di abbandonare l’islam e sono diventato cristiano, perché credo che Dio è amore. Altri hanno abbandonato [l’islam] e tuttora, ogni giorno, [ci sono persone che] abbandonano l’islam e scelgono altri percorsi di vita. Tutti loro soffrono oggi, perché, ancora una volta, il profeta dell’islam, Muhammad, disse: chiunque cambi la sua religione, uccidetelo [Sahih Bukhari 88:5]. Io me ne sono andato dal Marocco e dalla loro persecuzione. Sono stato fortunato. Altri, nel mondo islamico, non hanno la stessa opportunità. Pagano un duro prezzo in modi diversi per voler ottenere un giorno la propria libertà.

Le chiedo, Signor Presidente, di smetterla di essere politicamente corretto e di chiamare le cose col loro nome: l’ISIL, al-Qâ’ida, Boko Haram, al-Shabâb in Somalia, i talebani e altri simili marchi sono tutti made in islam.

A meno che il mondo islamico non si occupi una volta per tutte dell’islam e separi la religione dallo stato non porremo mai fine a questa situazione. Finché non ci si occuperà del problema alla radice, continuaremo a trattarne i sintomi. L’ISIL è solo uno dei sintomi: se scompare, altre ISIL nasceranno sotto altri nomi.

Lei si domanderà perché mai l’ISIL uccida altri mussulmani. La risposta è che quelli dell’ISIL li considerano infedeli. Lei sa che tutti le quattro scuole [sunnite] dell’islam sono d’accordo sul fatto che se un mussulmano smette di pregare gli si deve chiedere di pentirsi e che se non lo fa va ucciso? Lei sa che Muhammad tentò di dar fuoco ai propri compagni quando smisero di andare alla preghiera? [Sahih Muslim 5:321] Quindi, ogni cosa che qualifichi un mussulmano come infedele, può essere usato come motivo per ucciderlo, persino trascurare la preghiera [rituale].

Se l’islam non è un problema, com’è che ci sono milioni di cristiani in Medioriente e, nonostante ciò, nessuno di loro s’è mai fatto saltare in aria per diventare un martire, anche se vivono nelle stesse condizioni economiche e politiche, se non pure peggiori? Perché molti mussulmani in Occidente si sono uniti all’ISIL se l’islam non è la ragione [della loro scelta]? Perché addirittura dei neoconvertiti all’islam sono diventati terroristi?

Signore Presidente, se lei vuole davvero combattere il terrorismo, allora lo combatta alla radice. Quanti sceicchi sauditi predicano l’odio? Quanti canali islamici indottrinano la gente, insegnando la violenza del Corano e degli hadith? Quanti sermoni del venerdí si tengono contro l’Occidente, la libertà e la democrazia? Quante scuole islamiche producono generazioni di insegnanti e studenti che credono nel jihâd, nel martirio e nella guerra agli infedeli? E, infine, quanti siti web sono finanziati dai governi, Suoi alleati, che hanno sceicchi che pronunciano sentenze contro diritti umani basilari. Se Lei vuole combattere il terrorismo, cominci da lí.

A proposito, non do il mio nome, perché l’islam è una religione di pace. Sono conosciuto nel mondo come Brother Rashid e La imploro di prendere una posizione decisa a favore dei diritti umani in tutto il mondo e della democrazia e di dire la verità sulla vera minaccia che noi tutti abbiamo di fronte.

Cordiali saluti,

Brother Rashid.

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