Muhammad, il profeta del pessimo esempio.

I cattivi insegnamenti del Corano e della Sunna ed il cattivo esempio dato da Muhammad producono da secoli drammi come quello di cui si parla in questo articolo a proposito delle spose bambine. In esso sono contenute le considerazioni di una convertita americana all’islam che ha scritto con lo pseudonimo di Americana X per timore di ritorsioni da parte dei suoi confratelli. Nel testo viene citato anche un passo del Professor Dallas M. Roark, nella parte intitolata Perché sposare una bambina è una mostruosità, in cui si descrive in dettaglio che cosa può accadere alle spose bambine, vittime della pedofilia islamica religiosamente giustificata e praticata in virtú dei precetti contenuti nel Corano e nella sunna di Muhammad.

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In tutti gli anni passati da mussulmana, non avevo mai sentito menzionare l’età di Aisha. Aisha veniva descritta con parole splendide e veniva lodata per la sua saggezza. La saggezza viene con l`età e non mi era mai passato per la mente di chiedermi quanti anni avesse la moglie preferita del profeta dell’islam. Solo quando una bambina yemenita, data in sposa a otto anni, coraggiosamente chiese il divorzio dal marito, divenni consapevole della problema delle spose bambine, un’usanza ampiamente diffusa nel mondo islamico. Avevo sempre pensato che nei paesi sottosviluppati le donne si sposassero molto presto a causa della mancanza di scolarizzazione e per motivi culturali. Non mi ero mai sognata di pensare che ci fosse una sunna [una norma comportamentale fatta risalire a Muhammad stesso, NdT] che consacrasse una cosa orribile come questa.

Secondo l’islam, Muhammad è l’esempio massimo [da cui trarre ispirazione] valido in tutti i tempi e qualsiasi cosa lui abbia fatto, va imitata nel modo piú fedele possibile. Muhammad sposò una bambina impubere di sei anni e con lei ebbe rapporti sessuali a partire da quando costei ne ebbe compiuti nove. Per dimostrare l’incontestabilità del fatto, il seguente hadith dimostra che quanto è stato fin qui scritto è vero:

Il profeta disse che mi avrebbe sposata e io ero una bambina di sei anni. Andammo a Medina e stemmo nella casa dei Bani al-Harith bin Khazraj. Poi mi ammalai e mi caddero i capelli. In seguito i miei capelli ricrebbero e mia madre, Umm Ruman, venne da me mentre stavo giocando sull’altalena con alcune mie amiche. Mi chiamò ed io andai da lei senza sapere che cosa volesse. Mi prese per mano e me fermò davanti alla porta della casa. Ero senza fiato e quando mi ritornò prese dell’acqua e mi bagnò la faccia e la testa. Quindi mi fece entrare in casa e lí vidi alcune donne degli Ansari che dissero: I migliori auguri, benedizioni e buona fortuna. Mi affidò a loro e queste mi prepararono (per il matrimonio). Senza essere atteso, il profeta arrivò la mattina e mia madre mi diede a lui. A quel tempo ero una ragazzina di nove anni.

Sahih Al-Bukhari, 5:58:234.

Un altro hadith, sempre dalla collezione dell’imam al-Bukhari, qui:

Narrò il padre di Hisham: Khadija morí tre anni prima che il profeta partisse per Medina. Rimase lí per circa due anni e poi sposò Aisha quando lei era una ragazzina di sei anni e consumò le nozze quando lei aveva nove anni.

Sahih Al-Bukhari, 5:58:236

Dalla collezione detta Sunan Abu Dawud, dell’imam Abu Dawud Sulayman ibn al-Ash’ath as-Sijistani, qui:

Aisha disse: l’Apostolo di Allah […] mi sposò quando avevo sette anni. Sulayman, il narratore, disse: Oppure sei anni. Ebbe rapporti sessuali con me quando avevo nove anni.

Sunan Abu Dawud, 12:2116.

Ancora, dalla collezione detta Sunan Abu Dawud, qui:

L’Apostolo di Allah […] mi sposò quando avevo sette o sei anni. […] e cominciammo a vivere insieme quando avevo nove anni. […]

Sunan Abu Dawud, 42:4915.

Per molte persone, indipendentemente dalla loro religione, il fatto che un uomo oltre i 50 sposi una bambina di sei anni e faccia sesso con lei quando ne compie nove, solleva un enorme problema morale. I mussulmani, però, vorrebbero sostenere l’idea che le ragazze erano piú mature a quei tempi. La cosa è assolutamente insensata dal punto di vista scientifico. Innanzitutto, sappiamo che Aisha non era fisicamente una donna adulta, in quanto l’Arabia era un luogo arido ed improduttivo ed il cibo non vi abbondava. Il cibo sano fa maturare i bambini in fretta e quelle zone non potevano garantire un tale benessere. Inoltre, secondo i medici, in genere la funzione riproduttiva non è del tutto sviluppata fino a diversi anni dopo il menarca ed un’ovulazione regolare comincia dopo circa due anni dalla prima mestruazione.

L’inizio della pubertà può avvenire già a partire dagli otto anni nelle ragazzine e dai nove anni e mezzo nei ragazzini, oppure solo a partire dai 13 anni nelle ragazze e dai 13 anni e mezzo nei ragazzi. Nelle ragazze l’intervallo fra il primo segnale della pubertà e la completa maturazione fisica può essere breve e durare un anno o un anno e mezzo, oppure può durare piú a lungo, fino a sei anni. In pratica, è possibile che una ragazzina che maturi presto ed in fretta raggiunga la maturità puberale verso i dieci o undici anni di età, ovvero due anni prima che una ragazzina che maturi tardi dia i primi segni dell’inizio della pubertà.

Anche se il menarca non segnala l’inizio della pubertà, l’età media al momento del menarca è in genere piú bassa in quei paesi in cui si è meno esposti alla malnutrizione o alle malattie croniche. Per esempio, in Europa e negli USA l’età media al momento del menarca va dai circa 12 anni e mezzo ai 13 e mezzo. In Africa, invece, l’età media va dai 14 ai 17 anni.

“Adolescence”, L. Steinberg, McGraw Hill, 1993

Quindi, che dire dell’Arabia di 1400 anni fa? Perché la gente era piú bassa in Europa nel passato, come si può constatare dalle porte basse in qualsiasi casa antica? Come si può essere persuasi che in Arabia, un luogo enormemente piú povero, la maturità sessuale si raggiungesse ad un’età inferiore?

Oltre a ciò, va notato che Aisha era ancora mentalmente solo una bambina, perché giocava con le bambole. Non sono permesse immagini nella forma piú rigida dell’islam che Muhammad evidentemente praticava. Una volta raggiunta la pubertà, sarebbe stato inappropriato che una ragazza giocasse con le bambole, con le quali era permesso giocare solo alle bambine piccole, in quanto non erano considerate responsabili delle proprie azioni come, invece, lo erano le ragazze già adolescenti.

Dalla collezione di hadith dell’imam Muslim ibn al-Hajjaj, qui:

Aisha riferí che l’Apostolo di Allah la sposò quando lei aveva sette anni e che fu portata a casa di lui come moglie quando aveva nove anni e che aveva con sé le proprie bambole. E quando lui [Muhammad] morí, lei aveva 18 anni.

Sahih Muslim 8:3311.

Ancora, dalla collezione di hadith dell’imam Muslim ibn al-Hajjaj, qui:

Aisha riferí che soleva giocare con le bambole in presenza del Messaggero di Allah e che quando le sue compagne di giochi venivano se ne andavano via perché intimidite dal messaggero di Allah, mentre il Messaggero di Allah le mandava da lei.

Sahih Muslim 31:5981.

Dalla collezione dell’imam Abu Dawud Sulayman ibn al-Ash’ath as-Sijistani, qui:

[…] Egli [Muhammad] domandò: Che cos’è questo? Lei rispose: Le mie bambole. Fra di esse lui vide un cavallo con le ali fatto di pezza e chiese: E questo che vedo qui che cos’è? Lei rispose: Un cavallo. Lui chiese: E che cos’è che ha qui? Lei rispose: Due ali. Lui chiese: Un cavallo con due ali? Lei rispose: Non hai mai sentito che Salomone aveva cavalli con le ali? Lei disse: Al che l’Apostolo di Allah rise cosí di cuore che riuscii a vedergli i molari.

Sunan Abu Dawud, 41:4914.

Ci sono altri che vorrebbero sostenere che sposare una ragazzina fosse una fattore culturale e una cosa normale all’epoca. Tuttavia, esistevano molte pratiche violente a quel tempo. Come si fa a sostenere che la cultura sia stata un motivo sufficiente perché il profeta di Allah, il quale ha lasciato in eredità alle generazioni future norme comportamentali da imitare, abbia istituito una pratica destinata a danneggiare le bambine sia fisicamente che mentalmente? Muhammad proibí la sepoltura di neonate vive. Allora, perché non ha vietato anche l’usanza di prendere in moglie le bambine?

 

Perché sposare una bambina è una mostruosità.

È un bene che Aisha non sia mai rimasta incinta. Fu promessa a Muhammad all’età di sei anni ed il matrimonio venne consumato quando lei ne aveva appena compiuti nove. È alquanto strano che solamente una delle mogli di Muhammad sia rimasta incinta. In ogni caso, se Aisha fosse rimasta incinta a nove anni, avrebbe probabilmente sofferto terribilmente al momento parto e sarebbe potuta morire. Se non fosse morta, si sarebbe quasi certamente augurata di esserlo, date le possibili complicazioni di una gravidanza in giovane età. Purtroppo, Muhammad è diventato il modello del mussulmano perfetto e i matrimoni [di uomini adulti] con bambine sono il risultato dell’influenza [dell’esempio] di Muhammad [sui mussulmani]. Un numero inimmaginabile di ragazzine sono morte a causa delle azioni di Muhammad. Altrettante hanno patito una vita grama e hanno desiderato di morire per essere divenute spose bambine.

Sei una ragazzina di 14 anni. Non hai mai frequentato la scuola. Sei stata data in moglie ad un uomo di un villaggio vicino a 13 anni prima del tuo primo ciclo mestruale e sei mesi dopo sei rimasta incinta del tuo primo figlio e ora sei in travaglio.

Il travaglio dura già da tre giorni, ma il bambino ancora non è nato. Sei distrutta. Hai perso molto sangue e hai la febbre. Non urini da piú di due giorni e hai i genitali orribilmente gonfi e tumefatti a forza di spingere. Ti chiedi: Perché il bambino non esce? Ti fanno orrore le lunghe dita ossute della vecchia che ti assiste nel parto. Niente di quello che lei fa ti procura sollievo.

Presto sarà l'alba del tuo quarto giorno di travaglio. A mezzogiorno, in agonia, riesci a espellere il bambino dal tuo corpo: è nato morto. È morto da tre giorni ed è in decomposizione. Il rammollimento dei tessuti del suo corpo ha fatto sí che potesse passare attraverso la vagina.

Grazie a Dio, sospiri, è finita. Però non è cosí.

La mattina del quinto giorno espelli altro tessuto necrotizzato ed è allora che comincia il dramma. L'urina fuoriesce dalla vagina scorrendo lungo le cosce e finendo a terra. Che succede? L'urina non smette di uscire. Trovi qualche straccio e te lo infili tra le gambe. Pensi che possa bastare, ma non basta.

Nel giro di un'ora o due, gli stracci sono ormai fradici. Nel giro di sei ore rimani senza stracci da usare. Nel giro di 12 ore ti accorgi, orripilata, che assieme all'urina fuoriescono anche le feci. Provi di tutto e ti lavi di continuo, ma non riesci a far sí che tutto questo cessi.

Il fetore ed il bagnato restano. Tuo marito ne è disgustato. Non sopporta di averti attorno. La tua presenza è intollerabile.

Tuo marito vuole sapere che cosa ti è successo, che cos'hai fatto. Saresti dovuta diventare donna e la madre del suo primogenito e, invece, sei diventata una fogna umana. Deve per forza essere la punizione per qualcosa che hai fatto. Lui ti butta fuori casa. La tua famiglia ti riprende, ma non puoi vivere insieme con loro. Ti danno una baracca ai bordi della proprietà e lí dentro te ne stai seduta giorno dopo giorno da sola, in condizioni miserevoli e nel tanfo, finché è troppo anche per la tua famiglia e vieni cacciata.

Hai 14 anni. Sei analfabeta e non hai danaro. Non sei in grado di guadagnarti da vivere. Puzzi di piscio e feci. E vorresti morire.

Non sai che la tua malattia ha un nome. Tutto quello che sai è che sei maledetta per ragioni che non comprendi. Sei convinta di essere l'unica donna a soffrire cosí. Non sai che ci sono dai tre ai quattro milioni di altre donne che con te condividono la disgrazia di avere una fistola. E non sai neppure che altre decine di migliaia di donne ogni anno si uniscono a questa sorellanza del dolore. Mentre passi i mesi che seguono in solitudine, ti rendi conto che questo stato di cose non cambierà, che la tua ferita non guarirà da sola e che non c'è niente che tu possa fare per cambiare le tue condizioni.

Soprattutto, probabilmente, non sai che le fistole sono curabili e prevenibili.

Il travaglio è un processo involontario. Una volta che è cominciato prosegue finché non si è partorito o finché, a volte, non termina in maniera catastrofica. La donna incinta il cui bacino è troppo stretto per il parto può restare in travaglio per giorni, patendo contrazioni incessanti e forti senza riuscire a partorire, finché, esausta, indebolita dalla perdita di sangue e probabilmente infettata a causa del lungo travaglio, muore senza mai aver dato alla luce il proprio figlio. Talvolta l'utero si rompe causando la morte della donna e del bambino in un improvviso evento disastroso nel quale il feto e la placenta vengono spinti nell'addome attraverso la parete uterina lacerata.

Le donne che non muoiono alla fine danno alla luce un bimbo morto per asfissia causata dal parto troppo lungo e difficile. Dopo la morte, il corpicino del bimbo intrappolato nell'utero inizia a decomporsi per poi macerare e scivolare fuori dall'utero della madre.

Come se la cosa già non fosse abbastanza orribile, il peggio deve ancora venire. Alcuni giorni dopo, la base della vescica della donna si stacca a causa delle ferite ed un fiume d'urina fuoriesce dalla vagina. In un travaglio con ostruzione, la vescica è intrappolata tra la testa del nascituro e le ossa pelviche. La testa del bambino è costantemente spinta verso il basso dalle contrazioni, ma le ossa pelviche sono troppo strette e non le consentono di passare. I tessuti molli nel bacino vengono schiacciati con forza e, alla fine, si necrotizzano e si staccano formando una fistola. Quando ciò accade, la fistola non può guarire senza un intervento chirurgico.

 

Le spose bambine nel Corano.

Disgraziatamente, il problema non si limita al fatto che Muhammad ha voluto prendersi in moglie una bambina: la liceità di tale pratica è sancita anche nel Corano. [Secondo quel libro], infatti, un uomo può sposare una ragazzina preadolescente che non ha ancora avuto il ciclo.

Corano 65:4 Se avete qualche dubbio a proposito di quelle delle vostre donne che non sperano più nel mestruo, il loro termine sia di tre lunazioni. Lo stesso valga per quelle che non hanno ancora il mestruo. Quelle che sono incinte avranno per termine il parto stesso. A chi teme Allah, Egli facilita i suoi intenti.

Il contesto circostante il verso tratta della questione legata al periodo di attesa fra il divorzio [in realtà si tratta di ripudio, un privilegio esclusivamente maschile, dato che nell’islam il divorzio non esiste, NdT] e un nuovo matrimonio. Il Corano insegna ai mussulmani che devono aspettare un certo periodo prima di rendere il divorzio definitivo o di decidere di rinunciarvi ed esorta gli uomini ad aspettare un periodo di tre mesi nel caso di donne che non hanno piú le mestruazioni o che non le hanno ancora avute.

Dato che un mussulmano deve aspettare tre mesi prima di rendere effettivo il divorzio da una ragazzina impubere, ciò implica che ha avuto rapporti sessuali con lei.

Ibn Kathir scrisse a proposito del verso 65:4:

La ‘idda (i tre mesi d’attesa fra il ripudio e l’eventuale nuovo matrimonio) comprende la purezza e il ciclo mestruale. Cosí, lui divorzia da lei quando è chiaro che lei è incinta o non divorzia per aver avuto rapporti sessuali o perché non sa se sia incinta, oppure no. Questa è la ragione per cui i chierici hanno detto che ci sono due tipi di divorzio: uno conforme alla sunna e un altro da innovazione. Il divorzio che è conforme alla sunna è quello in cui il marito dichiara di divorziare dalla moglie quando non sta avendo il ciclo e senza aver avuto rapporti sessuali con lei dopo il ciclo. Si può divorziare dalla propria moglie quando è chiaro che lei è incinta. Per quel che concerne il divorzio secondo innovazione, è quello in base a cui un uomo divorzia dalla moglie durante il ciclo mestruale o quando esso termina e ha rapporti sessuali con lei e poi divorzia, sebbene non sappia se lei è rimasta incinta, oppure no. Vi è un terzo tipo di divorzio che non è né conforme alla sunna né è secondo innovazione, nel quale un uomo divorzia da una giovane moglie che non ha mai ancora avuto il mestruo, da una moglie che non ha piú il ciclo ed il divorzio dalla propria moglie senza che il matrimonio sia stato consumato. [Per divorzio va sempre inteso ripudio, NdT]

Al-Tabari, a proposito del verso 65:4, scrisse:

L’interpretazione del verso E quelle fra le vostre donne che hanno superato l’età delle mestruazioni, per loro la ‘idda [il periodo di attesa previsto], se avete dubbi [riguardo al periodo] è di tre mesi; mentre per quelle che non hanno le mestruazioni [cioè sono ancora immature], la loro ‘idda [il periodo di attesa] è similmente di tre mesi.

E disse: lo stesso discorso si applica alla ‘idda delle ragazze che non hanno le mestruazioni, perché sono troppo giovani, se i loro mariti divorziano da loro dopo che hanno consumato il matrimonio.

Tafsir al-Tabari, 14/142

A proposito dei rapporti sessuali con ragazzine impuberi, Abu al-‘Ala Maududi afferma:

Pertanto, il riferimento [nel Corano] al periodo di attesa [‘idda, NdT] delle ragazze che non hanno ancora avuto le mestruazioni è la prova inconfutabile che non solo è lecito dare in moglie una ragazzina a quell’età, ma che è anche lecito per il marito consumare il matrimonio con lei. Ovviamente, nessun mussulmano ha il diritto di proibire una cosa che il Corano dichiara lecita.

L’88% delle ragazze in Bangladesh, il 98,6% delle ragazze in Niger e il 55,8% delle ragazze in Chad si sposa a meno di 15 anni. C’è di che meravigliarsi del fatto che questi tre paesi con la piú alta percentuale di spose bambine siano tutti e tre paesi a maggioranza islamica? Come si fa a non vedere il nesso fra le due cose e a non capire che la vita di queste giovani donne deve avere la priorità sulla religione? Come fanno gli uomini a giustificare le proprie cattive scelte usando la sunna come scusa?

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