Istruzioni su come negare il problema della violenza nell’islam.

Istruzioni su come evitare di mettere in discussione l’islam, ovvero come la maggior parte dei media ci impedisce di porre domande imbarazzanti sul Corano e sulla violenza ad esso connessa. Di Peter Townsend. L’originale è qui.

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Istruzioni su come negare il problema islam. Una guida pratica per i media.

Ogni qual volta un atroce atto di violenza viene commesso da chi sostiene di essere ispirato dagli insegnamenti coranici, vanno prese le seguenti misure per scongiurare domande imbarazzanti a proposito della religione della pace:

  • Si intervistano gli amici dell’attentatore. Si fa dire loro quanto sono scioccati dal fatto che un cosí bravo ragazzo abbia potuto fare una cosa tanto terribile, facendo passare l’idea che abbia improvvisamente sbroccato.
  • Si intervistano i fedeli alla moschea che frequentava. Si fa dire loro che non ci andava regolarmente e che alla fine si è allontanato. In altre parole, per far passare l’idea che non avrebbe mai potuto apprendere lí quel genere di idee pericolose.
  • Se l’attentatore, prima di convertirsi all’slam, aveva alle spalle un passato difficile fatto di droga, alcool ecc, questo dettaglio va enfatizzato oltre misura.
  • Si deve insistere sull’idea che l’attentatore è mentalmente instabile e/o un lupo solitario.
  • Si deve fare in modo che ogni intervistato e ogni persona invitata ai programmi radiotelevisivi che parlino dell’atto terroristico ripetano in un modo o in un altro che tutto ciò non ha niente a che fare con gli insegnamenti pacifici dell’islam. Non ha importanza se quelle persone non hanno la benché minima idea di quello che l’islam insegna davvero: l’importante è che questo ritornello entri in testa agli spettatori.
  • Non si devono mai trasmettere riferimenti al Corano o all’esempio di Muhammad [la Sunna, NdT] fatti dall’attentatore come giustificazione al proprio gesto. Nel caso fosse inevitabile, si deve evidenziare che l’attentatore ha frainteso l’islam.
  • Si deve distogliere l’attenzione dal fatto e aiutare la comunità islamica a giocarsi la carta del vittimismo alludendo a possibili ritorsioni contro di essa. Ci si può prendere la libertà di usare questa strategia anche mentre l’azione violenta è in corso.
  • È bene dare inizio o il proprio contributo ad un hashtag per lavarsi la coscienza, tipo #illridewithyou [lanciato in solidarietà alla comunità islamica dopo l’attentato di Sidney, NdT] e #JeSuisCharlie, di modo che la gente perda tempo in attivismo del tutto inutile sui social media invece di analizzare le cause che stanno alla radice dell’attentato.

Un’idea che abbia bisogno della censura per sopravvivere è destinata al fallimento. Eppure, i media occidentali si comportano come se fossero i garanti della reputazione dell’islam, assicurandosi che eventuali domande sul legame fra Corano e violenza non vengano mai poste. Non fatevi prendere in giro: abbiate il coraggio di fare proprio quelle domande che nessuno vuole sentir fare!

Tipici lupi solitari folli che fraintendono gli insegnamenti della religione della pace.

Tipici lupi solitari folli che fraintendono gli insegnamenti della religione della pace.

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