Delitto d’onore: una minaccia che incombe sulla comunità gay turca.

I delitti d’onore, come si è potuto ricavare dagli articoli pubblicati in precedenza su questo blog, colpiscono sia le donne che gli uomini delle comunità islamiche, anche se i media, tendenzialmente, preferiscono sottolineare il fatto che questa piaga sia una questione che riguarda la condizione femminile in alcuni paesi arretrati. In questo articolo pubblicato da Sibel Hürtaş su Al-Monitor si parla di un altro tipo di delitto d’onore di cui sono vittima gli omosessuali in Turchia e che prima del 2008 era passato sotto silenzio a causa del tabú religioso e culturale che impedisce alle persone di parlare liberamente di omosessualità, e di sessualità in genere, in quel paese, soprattutto nel sud-est curdo.

Due mesi fa, l’Ordine Degli Avvocati di Diyarbakir, la piú grande città del sud-est a maggioranza curda della Turchia, ha ricevuto una richiesta da parte di un ragazzo minorenne il quale, su consiglio di amici, ha cercato protezione presso tale istituzione.

L’adolescente, di cui non si fa il nome a causa delle minacce di morte che ha ricevuto, ha scritto piú o meno cosí: sono stato picchiato dai miei familiari dopo che hanno scoperto che ero omosessuale. Dopo le percosse, mio padre mi ha puntato una pistola alla testa, mi ha messo un corano in mano e mi ha ordinato di pentirmi. Sono riuscito per caso a scappare il giorno dopo. La mia famiglia si è precipitata a casa dei miei amici ed ha malmenato anche loro. Non so dove trovare protezione. La mia vita è in pericolo.

Accompagnato dagli avvocati, l’adolescente ha presentato denuncia alla polizia e presso l’ufficio del procuratore. Data la gravità del caso, è stato alloggiato in una casa famiglia in un’altra città senza che alcuna informazione fosse data ai familiari. Resterà lí fino al diciottesimo anno d’età, quando potrà badare a se stesso.

La storia di questo adolescente è straziante. Eppure, il ragazzo può ancora ritenersi fortunato, per il momento, in quanto molti omosessuali in Turchia sono vittime di delitti d’onore e muoiono per mano dei loro stessi parenti.

In Turchia si è cominciato a parlare di delitti d’onore contro i gay nel 2008, quando il giornale The Indipendent usò tale espressione in un articolo sulla morte del 26enne Ahmet Yıldız. Da quel momento, l’omicidio di Yıldız è conosciuto come il primo delitto d’onore la cui vittima è stato un ragazzo omosessuale. Tuttavia, si suppone che le famiglie siano state implicate in questo tipo di crimini ai danni di parenti omosessuali anche prima che si parlasse di tale fenomeno.

L’omicidio di Ahmet Yıldız.

Ahmet Yıldız era l’unico figlio di una famiglia benestante e pia di Urfa. Viveva con il suo ragazzo ad Istanbul, dove frequentava l’università. Quando cominciò a ricevere minacce da parte dei familiari dopo che ebbero appreso della sua omosessualità, sporse denuncia e chiese protezione. Tuttavia, non solo l’ufficio del procuratore omise di prendere in considerazione la sua richiesta di protezione, ma non avviò neppure un’indagine.

Ahmet Yıldız.

Ahmet Yıldız.

L’omicidio di Ahmet Yıldız era un fatto annunciato. Il 15 luglio 2008, solo tre mesi dopo aver sporto denuncia, tre proiettili lo hanno colpito mentre usciva a prendere un gelato in un caffè di Istanbul nel distretto di Üsküdar. La famiglia non ha intrapreso alcuna azione legale contro l’omicida e un procedimento è stato aperto solo dietro denuncia di una donna rimasta ferita nell’aggressione. I testimoni hanno descritto l’aggressore come il padre della vittima, Yahya Yıldız, ma la polizia non è riuscita a rintracciarlo perché era già fuggito all’estero.

Ci sono voluti anni prima che un tribunale di Istanbul accogliesse le richieste insistenti degli avvocati e chiedesse all’Interpol di ricercare Yahya Yıldız. A distanza di sei anni, l’uomo è ancora latitante e si suppone sia in Russia o in Ucraina, dove ha contatti d’affari. L’ultima udienza del 29 aprile è stata rimandata a luglio per la mancata comparizione del sospettato.

L’avvocato della vittima, Firat Söyle, crede che Yahya Yıldız si mantenga in contatto con la famiglia e che potrebbe essere rintracciato qualora le comunicazioni dei suoi familiari venissero monitorate. Il tribunale ha respinto tale richiesta in 17 udienze, portando il primo caso di delitto d’onore contro una persona omosessuale a un vicolo cieco.

Il caso di Roşin Çiçek.

Un altro caso di delitto d’onore che ha per vittima un ragazzo omosessuale è quello che è costato la vita a Roşin Çiçek, di 17 anni, assassinato in modo orribile. Il padre e due zii lo hanno pestato, gli hanno sparato 14 proiettili in testa e in corpo prima di gettarlo ad un lato della strada vicino a Diyarbakir. Il cadavere è stato rinvenuto due giorni piú tardi.

Gli omicidi di omosessuali sono politici. Manifesto con l'immagine di Roşin Çiçek.

Gli omicidi di omosessuali sono politici: manifesto con l’immagine di Roşin Çiçek.

Il padre di Roşin Çiçek e due suoi zii sono stati immediatamente arrestati. Anche se i sospettati hanno respinto le accuse, l’ufficio del procuratore di Diyarbakir li ha accusati di omicidio commesso per motivi d’odio a causa dell’orientamento sessuale della vittima. Il 10 febbraio, un tribunale della città li ha condannati tutti e tre a scontare una pena detentiva a vita. La pena del padre è stata inasprita e l’uomo non godrà del rilascio in libertà vigilata.

Due omicidi, uno schema simile.

Le similitudini fra questi due delitti d’onore riflettono il clima culturale che esiste in Turchia rispetto alle persone con orientamenti sessuali diversi. In entrambi i casi di omicidio, le famiglie non hanno fatto ricorso alla legge. Nel caso di Ahmet Yıldız, i parenti, inclusa la madre, hanno evitato le udienze e non hanno voluto dare informazioni su dove si stesse trovando il padre, sospettato di omicidio. Nel caso di Roşin Çiçek, la madre ed i fratelli hanno partecipato alle udienze, ma hanno sostenuto che la morte del ragazzo era stata un fatto non collegato al padre e agli zii ed hanno attaccato fisicamente gli attivisti LGBT che volevano assistere al processo. Questo comportamento fa sospettare che le famiglie approvino gli omicidi e li considerino una cosa normale. È anche vero che le famiglie risentono dell’enorme pressione sociale.

Ahmet Yıldız e Roşin Çiçek provenivano da città della Turchia sud-orientale, dove il pregiudizio contro gli omosessuali è andato crescendo nel corso degli ultimi anni a causa di certi fattori politici. Ad esempio, il partito Hüda-Par, una costola del partito turco-curdo Hezbollah (un gruppo fondamentalista fuorilegge non collegato all’Hezbollah libanese) prese di mira gli omosessuali in una dichiarazione alla stampa nell’ottobre del 2013: se tentano di promuovere il loro disordine mentale ed il loro comportamento perverso fra i Curdi nel nome della libertà, ne pagheranno il prezzo. Questo tipo di atteggimaneto politico apertamente diretto contro gli omosessuali rimane diffuso nella regione.

La comunità LGBT è estremamente preoccupata. I gruppi di difesa delle persone LGBT hanno seguito da vicino i due processi e hanno tentato di costituirsi come parte in causa nei processi, ma i tribunali hanno respinto tale richiesta.

Parlando del caso ad Al-Monitor, l’avvocato Söyle che s’è interessarto ad entrambi i casi, ha spiegato perché la partecipazione dei gruppi LGBT era importante. Le persone LGBT sono scioccate ed impaurite a causa di questi omicidi. Sanno che la stessa cosa può capitare a loro. Chi uccide i propri figli può uccidere facilmente altri con la stessa identità sessuale. Se il tribunale concede (agli attivisti LGBT) di costituirsi parte in causa, la cosa potrebbe avere un effetto deterrente, ha detto

Söyle ha lamentato l’atteggiamente della magistratura a proposito degli omicidi di omosessuali. I tribunali stessi creano la discriminazione. Mancano di sensibilità al problema di questi reati. Le persone che vogliono seguire i processi sono considerate marziani, ha detto.

La proposta di legge sui crimini d’odio presentata al parlamento dovrebbe essere approvata il prima possibile. L’orientamento sessuale dovrebbe essere incluso fra le caratteristiche individuali protette dall’articolo costituzionale sull’eguaglianza e le leggi dovrebbero far sí che i tribunali e i funzionari pubblici prendano seriamente queste questioni, ha aggiunto.

Aumentare le pene per chi si macchia di questo tipo di reati e la prima misura a cui si pensa per fermare i delitti d’onore e, in genere, i crimini d’odio contro gli omosessuali. Tuttavia, l’effetto deterrente di pene piú severe è materia controversa. Quello che è realmente importante è sradicare le motivazioni che portano i criminali ad uccidere.

La Turchia deve adottare numerose misure efficaci per combattere la discriminazione, l’hate speech e i crimini d’odio contro le persone LGBT, soprattutto per combattere i delitti d’onore che hanno per vittime gli omosessuali. Altrimenti, questo tipo di delitti d’onore resteranno con ogni probabilità una piaga dolorosa.

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