Essere arabo mi mette a disagio.

Traduzione dell’articolo di Fred Maroun pubblicato qui.

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È molto tempo che mi trattengo dall’affermarlo, ma l’attuale ondata di violenza araba a Gerusalemme ha fatto sí che l’idiozia degli Arabi superi di molto il limite della mia tolleranza.

Sin dall’inizio abbiamo rifiutato di accettare l’esistenza di un piccolo stato ebraico. Abbiamo combattuto con le unghie e coi denti, ricorrendo a tutta la cattiveria e a tutto l’antisemitismo cui siamo stati capaci di dare sfogo. Abbiamo isolato e maltrattato i nostri stessi fratelli palestinesi per usarli strumentalmente contro gli ebrei. Non ci siamo placati. Non abbiamo dimostrato una sola briciola di compassione, di umanità o persino di cervello. Abbiamo fatto della distruzione della patria ebraica la causa che ci identifica. Abbiamo fatto dell’odio la nostra religione. Quando la smetteremo con questo comportamento da imbecilli?

Persino alcuni di quegli arabi che hanno il privilegio di essere anche cittadini israeliani non hanno imparato a comportarsi come gente civile. Abbiamo rigettato, minacciato e messo a tacere Mohammad Zoabi, uno dei nostri, perché ha osato esprimere l’amore che nutre per il suo paese e la repulsione che prova per i terroristi. Abbiamo fatto dimostrazioni a sostengo non del nostro paese, Israele, bensí a sostegno dei terroristi che lo vogliono distruggere.

Quelli fra di noi che sono capaci di accettare gli ebrei per i fratelli e le sorelle che di fatto sono, sono pochi e rari. Riesco a contare sulle dita di una mano gli arabi degni di rispetto che prendono pubblicamente questa posizione. Tutti gli altri fra i nostri sono una causa di imbarazzo, una calamità per il Medioriente e la vergogna dell’umanità.

Abbiamo dato vita a Hezbollah, Hamas, al-Qa’ida, il Dâ’ish (ISIS, NdT) e dozzine di altri gruppi terroristici. Abbiamo creato dittature tiranniche per generazioni in tutto il Medioriente. Alcune di queste dittature sono quanto di meglio possiamo esibire in un mondo che ci vede come parassiti incapaci di costruire democrazie o persino economie.

Gerusalemme appartiene agli ebrei, non solo perché è loro di diritto, ma anche perché noi non ne meritiamo neanche un pezzetto. Quelli fra di noi arabi che vivono in Israele, il West Bank e Gaza sarebbero stati espulsi molto tempo fa se gli ebrei si comportassero come noi. Eppure, continuiamo a premere e premere contro di loro, sperando di spezzarli.

Gli ebrei non si spezzeranno. Non si spezzeranno né a Gerusalemme né in alcun altro posto, perché sono di gran lunga migliori di noi. Noialtri continueremo a sguazzare nel nostro vittimismo, mentre gli ebrei continueranno a prosperare. E questo, cari fratelli arabi, è tutto quello che ci meritiamo.

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