L’ISIS ci spiega perché ci odia e perché ci ha dichiarato guerra.

Di seguito, la traduzione di un articolo che compare nel numero 15 di Dabiq, la rivista mensile di propaganda dello Stato Islamico. In esso, il califfato spiega agli Occidentali le ragioni della guerra che conduce e degli attacchi terroristici che mette a segno. Per chiarezza, Dabiq, il nome della rivista, è l’equivalente islamico di Armageddon. Nell’articolo si parla di mujahid. Jihadista è un termine inventato dalla stampa occidentale per indicare il terrorista islamico, ma nell’islam esiste solo il termine mujahid, termine con una valenza sacra in quanto proveniente dallo stesso Corano, che indica chi compie il proprio dovere religioso combattendo il jihâd contro gli infedeli. Inoltre, vi si menziona la fitra, concetto teologico islamico che si riferisce alla natura incontaminata di ogni essere umano, in virtú della quale si è tutti mussulmani alla nascita e si viene traviati in seguito dall’educazione impartita dai genitori. La jizya è il tributo che ebrei e cristiani devono pagare ai mussulmani per poter vivere in pace, ma in condizione di totale sottomissione, per non essere derubati, ridotti in schiavitú o uccisi. La tregua temporanea di cui si parla è una mossa strategica tipicamente islamica risalente a Maometto, conosciuta come hudna, in base alla quale si offre ai miscredenti una temporanea cessazione delle ostilità allo scopo di ricostituire le proprie forze e di riprendere il jihâd al momento opportuno.

Continua a leggere

Annunci

Come l’islam produce sociopatici.

Individui sociopatici e comportamenti collegati alla sociopatia si riscontrano in tutte le culture e religioni, ma in una sola se ne trovano di gran lunga di piú che in tutte le altre. Traduzione dell’articolo di Nicolai Sennels pubblicato qui.  

Continua a leggere

Il delitto d’onore secondo Ali Sina.

Da una risposta di Ali Sina ad un suo lettore. L’originale è qui.

L'attivista hassina Sarwari mostra la foto di una ragazzina di 10 anni stuprata da un mullah e salvata da un delitto d'onore panificato dalla famiglia.

L’attivista Hassina Sarwari mostra la foto di una ragazzina di 10 anni stuprata a Kunduz, Afghanistan, da un mullah e salvata da un delitto d’onore pianificato dalla famiglia.

 

Continua a leggere

L’islam è l’ignoranza della scienza del sacro.

Di Salem Ben Ammar.

Quando una bomba è esplosa vicino all’entrata dell’aeroporto di Kabul, in Afghanistan, uccidendo almeno venti persone, mi hanno chiesto di mettere online questa rubrica di Salem Ben Ammar sull’islam dei lumi. Forse era un riferimento ai lampi delle esplosioni.

Jean Patrick Grumberg

Continua a leggere

Istruzioni su come negare il problema della violenza nell’islam.

Istruzioni su come evitare di mettere in discussione l’islam, ovvero come la maggior parte dei media ci impedisce di porre domande imbarazzanti sul Corano e sulla violenza ad esso connessa. Di Peter Townsend. L’originale è qui.

Charlie-Hebdo-Media-Playbook Continua a leggere

Muhammad, il profeta del pessimo esempio.

I cattivi insegnamenti del Corano e della Sunna ed il cattivo esempio dato da Muhammad producono da secoli drammi come quello di cui si parla in questo articolo a proposito delle spose bambine. In esso sono contenute le considerazioni di una convertita americana all’islam che ha scritto con lo pseudonimo di Americana X per timore di ritorsioni da parte dei suoi confratelli. Nel testo viene citato anche un passo del Professor Dallas M. Roark, nella parte intitolata Perché sposare una bambina è una mostruosità, in cui si descrive in dettaglio che cosa può accadere alle spose bambine, vittime della pedofilia islamica religiosamente giustificata e praticata in virtú dei precetti contenuti nel Corano e nella sunna di Muhammad.

Mohammed-7 Continua a leggere

Che cosa sappiamo davvero di Muhammad?

Qui di seguito la traduzione di un interessante articolo della professoressa Patricia Crone il cui testo originale è disponibile qui. Vi viene discussa la figura di Muhammad, il profeta dell’islam, in base a ciò che si sa dalla fonti storiche a nostra disposizione, ma senza fare completo affidamento sulle fonti islamiche, che sono tarde e dottrinali. Finalmente, viene preso anche in considerazione l’apporto dato dalla ricerca archeologica, la quale comincia a gettare luce su che cosa fosse l’Arabia dei secoli VI e VII. Ciò che si ricava da questo nuovo approccio allo studio dell’islam è un quadro assolutamente rivoluzionario. Nonostante alcune premesse non condivisibili sulle fonti cristiane antiche coeve alla formazione dell’islam (tali fonti non parlano affatto di una nuova religione assimilabile all’islam che conosciamo), le conclusioni di questa ricerca in fieri, per quanto provvisorie, sono promettenti e indipendenti da qualsiasi osservanza dogmatica della tradizione islamica. Non va dimenticato che la prudenza di certe affermazioni è legata al fatto, come viene anche scritto nel testo, che l’argomento trattato ha pesanti implicazioni politiche: l’islam è l’ideologia di stato di alcuni paesi mediorientali. Continua a leggere

Propagandare la poliginia, ovvero le basi ideologiche della sovversione. II

Nella prima parte di questo articolo sulla poliginia islamica sono stati esaminati alcuni passaggi del testo Coranico che giustificano tale pratica e alcuni hadith che illustrano e spiegano dal punto di vista dogmatico la condizione di subordinazione originaria della donna rispetto all’uomo.

[Parte II]

Non si può parlare genericamente di poligamia nell’islam perché ciò che esso non ammette mai e in nessun caso è una forma di poligamia che possa esser praticata dalla donna. La poliandria, cioè la pratica secondo cui una donna intrattiene relazioni con piú partner maschili (non necessariamente mariti), è esplicitamente proibita. Infatti il Corano proibisce di unirsi a donne che sono già d’altri, a meno che esse non siano fra quelle ridotte in schiavitú. Continua a leggere