L’ISIS ci spiega perché ci odia e perché ci ha dichiarato guerra.

Di seguito, la traduzione di un articolo che compare nel numero 15 di Dabiq, la rivista mensile di propaganda dello Stato Islamico. In esso, il califfato spiega agli Occidentali le ragioni della guerra che conduce e degli attacchi terroristici che mette a segno. Per chiarezza, Dabiq, il nome della rivista, è l’equivalente islamico di Armageddon. Nell’articolo si parla di mujahid. Jihadista è un termine inventato dalla stampa occidentale per indicare il terrorista islamico, ma nell’islam esiste solo il termine mujahid, termine con una valenza sacra in quanto proveniente dallo stesso Corano, che indica chi compie il proprio dovere religioso combattendo il jihâd contro gli infedeli. Inoltre, vi si menziona la fitra, concetto teologico islamico che si riferisce alla natura incontaminata di ogni essere umano, in virtú della quale si è tutti mussulmani alla nascita e si viene traviati in seguito dall’educazione impartita dai genitori. La jizya è il tributo che ebrei e cristiani devono pagare ai mussulmani per poter vivere in pace, ma in condizione di totale sottomissione, per non essere derubati, ridotti in schiavitú o uccisi. La tregua temporanea di cui si parla è una mossa strategica tipicamente islamica risalente a Maometto, conosciuta come hudna, in base alla quale si offre ai miscredenti una temporanea cessazione delle ostilità allo scopo di ricostituire le proprie forze e di riprendere il jihâd al momento opportuno.

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Come Vittorio Arrigoni andò a Gaza sperando di morire.

Il faut la préparer, l’arranger, la fabriquer pièce à pièce, la calculer, au mieux en trouver les ingrédients, imaginer, choisir, prendre conseil, la travailler pour en former une œuvre sans spectateur, qui n’existe que pour moi seul, juste le temps que dure la plus petite seconde de la vie. (Michel Foucault, descrivendo il piacere di prepararsi al suicidio). Continua a leggere

Uno stregone convertito come presidente.

È comparsa sull’Huffington Post una notizia che riguarda alcune dichiarazioni a proposito di omosessualità pronunciate dal presidente del piccolo stato africano del Gambia. Secondo costui, l’omosessualità sarebbe peggio delle calamità naturali. E pure peggio dei peggiori difetti della natura umana. Dulcis in fundo, promette un’intolleranza da far rimpiangere il regime iraniano degli ayatollah Continua a leggere

La compassione. Secondo la Repubblica Islamica d’Iran.

Il seguente è un articolo di Amil Imani, il celebre autore di Operation Persian Gulf (reperibile qui e qui) e Obama Meets Ahmadinejad (reperibile qui e qui). Tradotto e pubblicato con il permesso dell’autore. La pagina web dell’autore è qui.

 

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