L’ISIS ci spiega perché ci odia e perché ci ha dichiarato guerra.

Di seguito, la traduzione di un articolo che compare nel numero 15 di Dabiq, la rivista mensile di propaganda dello Stato Islamico. In esso, il califfato spiega agli Occidentali le ragioni della guerra che conduce e degli attacchi terroristici che mette a segno. Per chiarezza, Dabiq, il nome della rivista, è l’equivalente islamico di Armageddon. Nell’articolo si parla di mujahid. Jihadista è un termine inventato dalla stampa occidentale per indicare il terrorista islamico, ma nell’islam esiste solo il termine mujahid, termine con una valenza sacra in quanto proveniente dallo stesso Corano, che indica chi compie il proprio dovere religioso combattendo il jihâd contro gli infedeli. Inoltre, vi si menziona la fitra, concetto teologico islamico che si riferisce alla natura incontaminata di ogni essere umano, in virtú della quale si è tutti mussulmani alla nascita e si viene traviati in seguito dall’educazione impartita dai genitori. La jizya è il tributo che ebrei e cristiani devono pagare ai mussulmani per poter vivere in pace, ma in condizione di totale sottomissione, per non essere derubati, ridotti in schiavitú o uccisi. La tregua temporanea di cui si parla è una mossa strategica tipicamente islamica risalente a Maometto, conosciuta come hudna, in base alla quale si offre ai miscredenti una temporanea cessazione delle ostilità allo scopo di ricostituire le proprie forze e di riprendere il jihâd al momento opportuno.

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Che cosa sappiamo davvero di Muhammad?

Qui di seguito la traduzione di un interessante articolo della professoressa Patricia Crone il cui testo originale è disponibile qui. Vi viene discussa la figura di Muhammad, il profeta dell’islam, in base a ciò che si sa dalla fonti storiche a nostra disposizione, ma senza fare completo affidamento sulle fonti islamiche, che sono tarde e dottrinali. Finalmente, viene preso anche in considerazione l’apporto dato dalla ricerca archeologica, la quale comincia a gettare luce su che cosa fosse l’Arabia dei secoli VI e VII. Ciò che si ricava da questo nuovo approccio allo studio dell’islam è un quadro assolutamente rivoluzionario. Nonostante alcune premesse non condivisibili sulle fonti cristiane antiche coeve alla formazione dell’islam (tali fonti non parlano affatto di una nuova religione assimilabile all’islam che conosciamo), le conclusioni di questa ricerca in fieri, per quanto provvisorie, sono promettenti e indipendenti da qualsiasi osservanza dogmatica della tradizione islamica. Non va dimenticato che la prudenza di certe affermazioni è legata al fatto, come viene anche scritto nel testo, che l’argomento trattato ha pesanti implicazioni politiche: l’islam è l’ideologia di stato di alcuni paesi mediorientali. Continua a leggere

La compassione. Secondo la Repubblica Islamica d’Iran.

Il seguente è un articolo di Amil Imani, il celebre autore di Operation Persian Gulf (reperibile qui e qui) e Obama Meets Ahmadinejad (reperibile qui e qui). Tradotto e pubblicato con il permesso dell’autore. La pagina web dell’autore è qui.

 

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