Che cosa sappiamo davvero di Muhammad?

Qui di seguito la traduzione di un interessante articolo della professoressa Patricia Crone il cui testo originale è disponibile qui. Vi viene discussa la figura di Muhammad, il profeta dell’islam, in base a ciò che si sa dalla fonti storiche a nostra disposizione, ma senza fare completo affidamento sulle fonti islamiche, che sono tarde e dottrinali. Finalmente, viene preso anche in considerazione l’apporto dato dalla ricerca archeologica, la quale comincia a gettare luce su che cosa fosse l’Arabia dei secoli VI e VII. Ciò che si ricava da questo nuovo approccio allo studio dell’islam è un quadro assolutamente rivoluzionario. Nonostante alcune premesse non condivisibili sulle fonti cristiane antiche coeve alla formazione dell’islam (tali fonti non parlano affatto di una nuova religione assimilabile all’islam che conosciamo), le conclusioni di questa ricerca in fieri, per quanto provvisorie, sono promettenti e indipendenti da qualsiasi osservanza dogmatica della tradizione islamica. Non va dimenticato che la prudenza di certe affermazioni è legata al fatto, come viene anche scritto nel testo, che l’argomento trattato ha pesanti implicazioni politiche: l’islam è l’ideologia di stato di alcuni paesi mediorientali. Continua a leggere

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Perché l’islam non può essere interpretato male.

L’islam delle origini non conosce una dimensione spirituale. Muhammad, infatti, riceve la rivelazione islamica da eremita in una caverna per apprendere in seguito che Allah vieta sacerdozio e monachesimo e fa della guerra agli infedeli e del proselitismo un dovere assoluto. Una religione che non ha mai potuto né contemplare, né riflettere sul proprio dio, perché costui è assolutamente trascendente e totalmente altro dall’uomo (al punto che Allah non si degna mai di parlare direttamente al sigillo dei profeti, come viene definito Muhammad nell’islam), non ha potuto che sfociare nel legalismo e nel fanatismo. Le conseguenze di questa paralisi congenita del pensiero nell’islam si possono constatare tuttoggi: nel terrorismo, lí dove l’islam stenta a prendere il sopravvento, e nell’introduzione della shar’ia ai danni della laicità, lí dove l’islam è maggioritario. Continua a leggere