Il profeta pericoloso.

Traduzione dell’articolo di Hamed Abdel-Samad pubblicato qui. Abdel-Samad è uno scrittore di origine egiziana naturalizzato tedesco. Figlio di un imam sunnita e un tempo membro dei Fratelli Musulmani, ora è dichiaratamente ateo.

Muhammad entra alla Mecca col suo esercito e distrugge gli idoli.

Muhammad entra alla Mecca col suo esercito e distrugge gli idoli.

 

Molti mussulmani sono tuttoggi prigionieri della figura misteriosa di Muhammad, il quale visse nel VII secolo. Ma anche il Muhammad storico è un prigioniero: dell’eccesso di venerazione da parte dei mussulmani e della loro pretesa che sia un personaggio intoccabile. L’onnipresenza del profeta nell’istruzione e nella politica e l’esagerata enfasi che si dà alla componente religiosa in molte società islamiche impediscono di poter ricorrere ad altri esempi in base ai quali formare la propria identità. Ogni cosa risale a lui, la sua presenza aleggia dappertutto e determina la quotidianità dei cittadini, politici e teologi mussulmani. Al contempo, il legame emotivo dei mussulmani con Muhammad e la sconsiderata sovrastima del profeta impediscono un confronto storico-critico col fondatore dell’islam. Continua a leggere

L’islam è l’ignoranza della scienza del sacro.

Di Salem Ben Ammar.

Quando una bomba è esplosa vicino all’entrata dell’aeroporto di Kabul, in Afghanistan, uccidendo almeno venti persone, mi hanno chiesto di mettere online questa rubrica di Salem Ben Ammar sull’islam dei lumi. Forse era un riferimento ai lampi delle esplosioni.

Jean Patrick Grumberg

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Muhammad, il profeta del pessimo esempio.

I cattivi insegnamenti del Corano e della Sunna ed il cattivo esempio dato da Muhammad producono da secoli drammi come quello di cui si parla in questo articolo a proposito delle spose bambine. In esso sono contenute le considerazioni di una convertita americana all’islam che ha scritto con lo pseudonimo di Americana X per timore di ritorsioni da parte dei suoi confratelli. Nel testo viene citato anche un passo del Professor Dallas M. Roark, nella parte intitolata Perché sposare una bambina è una mostruosità, in cui si descrive in dettaglio che cosa può accadere alle spose bambine, vittime della pedofilia islamica religiosamente giustificata e praticata in virtú dei precetti contenuti nel Corano e nella sunna di Muhammad.

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Che cosa sappiamo davvero di Muhammad?

Qui di seguito la traduzione di un interessante articolo della professoressa Patricia Crone il cui testo originale è disponibile qui. Vi viene discussa la figura di Muhammad, il profeta dell’islam, in base a ciò che si sa dalla fonti storiche a nostra disposizione, ma senza fare completo affidamento sulle fonti islamiche, che sono tarde e dottrinali. Finalmente, viene preso anche in considerazione l’apporto dato dalla ricerca archeologica, la quale comincia a gettare luce su che cosa fosse l’Arabia dei secoli VI e VII. Ciò che si ricava da questo nuovo approccio allo studio dell’islam è un quadro assolutamente rivoluzionario. Nonostante alcune premesse non condivisibili sulle fonti cristiane antiche coeve alla formazione dell’islam (tali fonti non parlano affatto di una nuova religione assimilabile all’islam che conosciamo), le conclusioni di questa ricerca in fieri, per quanto provvisorie, sono promettenti e indipendenti da qualsiasi osservanza dogmatica della tradizione islamica. Non va dimenticato che la prudenza di certe affermazioni è legata al fatto, come viene anche scritto nel testo, che l’argomento trattato ha pesanti implicazioni politiche: l’islam è l’ideologia di stato di alcuni paesi mediorientali. Continua a leggere

Perché l’islam non può essere interpretato male.

L’islam delle origini non conosce una dimensione spirituale. Muhammad, infatti, riceve la rivelazione islamica da eremita in una caverna per apprendere in seguito che Allah vieta sacerdozio e monachesimo e fa della guerra agli infedeli e del proselitismo un dovere assoluto. Una religione che non ha mai potuto né contemplare, né riflettere sul proprio dio, perché costui è assolutamente trascendente e totalmente altro dall’uomo (al punto che Allah non si degna mai di parlare direttamente al sigillo dei profeti, come viene definito Muhammad nell’islam), non ha potuto che sfociare nel legalismo e nel fanatismo. Le conseguenze di questa paralisi congenita del pensiero nell’islam si possono constatare tuttoggi: nel terrorismo, lí dove l’islam stenta a prendere il sopravvento, e nell’introduzione della shar’ia ai danni della laicità, lí dove l’islam è maggioritario. Continua a leggere

L’abito, il monaco e il mussulmano.

Tutti ormai sappiamo come i mussulmani, e fra costoro soprattutto i convertiti all’islam, tentino di affermare in tutti i modi che gli insegnamenti della loro nuova religione sono superiori a quelli di qualsiasi altra. Talvolta non si fanno scrupolo di screditare pure una certa saggezza popolare vecchia di secoli che ci insegna a diffidare delle apparenze. In effetti, a tutti noi suona familiare l’aforisma secondo il quale l’abito non fa il monaco, che interpretiamo come un’esortazione a non farci ingannare dall’aspetto esteriore delle persone con cui abbiamo a che fare. Continua a leggere